NOMACHI, LE VIE DEL SACRO AL MACRO

131827581-a9240c24-b2df-4514-8763-2215cd940cab

Presso il Centro di Produzione Culturale La Pelandra – Museo Macro (Testaccio), è in esposizione la suggestiva e notevole mostra antologica di Kazuyoschi Nomachi.

Attraverso circa 200 scatti nasce un percorso di vita e di esperienza lungo 40 anni, immortalato dal profondo e straordinario “occhio” del fotoreporter giapponese.

Alla domanda su quali siano i soggetti preferiti, risponde: “Le persone. Mi piacerebbe continuare a ritrarre persone in preghiera. Le scene di preghiera o pellegrinaggio sono straordinarie per osservare le persone che, nell’atto di confrontarsi a mente sgombra con qualcosa di tanto elevato, si guardano dentro.”

All’età di 25 anni, il suo primo viaggio, nel deserto del Sahara, lo porta a confrontarsi con la popolazione autoctona che vive in condizioni molto difficili in un paesaggio vasto e arido.

Gli occhi, il viso, i gesti e la semplicità del vivere di queste persone trovano un forte ascendente sul giovane uomo il quale incomincerà a fotografare con maestria “l’esistenza quotidiana del sacro”, riuscendo a catturare quella grande dignità che “muove” queste genti, forti di spirito e di tempra.

E così già da quel primo viaggio, Nomachi decide di fare come mestiere il fotoreporter delle “vie del sacro” rispondendo ad una sua intima esigenza come professionista e uomo. “I tanti viaggi nel Sahara mi hanno fatto riflettere seriamente sui motivi della vita in un ambiente ostile e su cosa renda spiritualmente sostenibile quella condizione”.

Dalle dune di sabbia del Sahara alle altitudini immense del Tibet, dalle rive del Nilo alle chiese rupestri dell’Etiopia e dalle sacre città dell’Islam fino alle vette estreme delle Ande. Dai visi dipinti di cenere sacra di giovani del Sudan ai gesti semplici di pastori, dalle giovani donne berbere che allattano i figli a uomini in preghiera davanti alla Pietra Nera nella città di Mecca, dai grandi paesaggi desertici raffiguranti “treni di cammelli” al viso di un ragazzo Nuer che succhia latte direttamente dalle magre mammelle di una mucca.

“…trovarsi la notte sotto il cielo stellato del Sahara nel silenzio sconfinato: tutto ciò fa sentire l’individuo, nella sua solitudine, a confronto con qualcosa di immenso, di portata universale”: di tutto questo sono impregnate le foto di Nomachi.
Fortunata Grillo

Fino al 4 maggio 2014
museomacro.org/it/macro-testaccio

Questa voce è stata pubblicata in fotografia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...