NESSUNO SI SALVA DA SOLO

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Castellitto e la Mazzantini –alla stregua dei film precedenti, Non ti muovere, Venuto al mondo – riescono ad animare attraverso le parole e pochi “non-detti” intensi personaggi, donandogli una dimensione, seppure claustrofobica, viscerale ed intensa con calzanti piani e contropiani.
La Mazzantini continua a rivelarsi un’attenta osservatrice della fauna umana, riuscendo a captare anche le più piccole sfumature tra le complicate maglie delle emozioni. Il pregio -e anche il difetto- di questo film è che guarda dritto e dice tutto. Una lente d’ingrandimento sull’intimità di una coppia che percorre questi tempi precari e che cerca quasi disperatamente un sostegno da qualche parte.
Il duo Castellitto-Mazzantini, alla sua quinta pellicola, ormai è riconoscibilissimo nella sua cifra stilistica ed estetica: guarda al cinema intimistico francese; richiama alla mente i drammi di John Cassavetes; strizza l’occhio alle commedie di Woody Allen.

La pellicola, basata sull’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini del 2011, racconta la storia di un grande amore tra Gaetano (Riccardo Scamarcio) e Delia (Jasmine Trinca). S’incontrano in una palestra -lei ci lavora come nutrizionista mentre lui è uno scrittore che si tiene in forma- e scatta quasi dispettosamente l’alchimia tra i due.
Delia però è dapprima recalcitrante e diffidente. Lui a furia di “danzarle” intorno, avvolgendola di abbracci, affetto e cibo, la porta a se e comincia a nutrirla -lei soffre di anoressia- inizialmente con “castagnole fritte con la crema” poi con l’irrefrenabile voglia di intrecciare il suo corpo con quello di lei. E da lì molto presto, davanti alla bellezza di Delia, Gaetano viene pervaso dalla gelosia che, come succede di solito in una neo-coppia, lo trascina in un trip mentale fatto di continue domande sugli ex-fidanzati di lei. Ma, come in tutte le storie d’amore, poi gli animi degli amanti sospettosi si placano in un incontro passionale…
Lui s’innamora perdutamente e lei rinuncia al suo percorso professionale perché ha deciso di non lasciare questo ragazzo ma anzi di sposarlo, divenendo a tutti gli effetti, la donna e la madre dei suoi figli. E’ una storia d’amore semplice –quasi “banale”-, il percorso di due ragazzi, che travolti dal sentimento e da tutta la vasta gamma di emozioni che ne deriva, vive quasi senza tener conto degli altri, bensì dandosi amore vicendevolmente per non cadere nel precipizio quando vengono a galla tutte quelle mancanze che creano essere umani bucherellati da traumi emotivi. E di ciò nessuno è immune.
Due ragazzi che cercano di superare i loro nodi traumatici attraverso l’incontro, ma si ritrovano sfiancati perché oltre a intravedere dinanzi a loro l’improvviso “peso di un’insostenibile leggerezza dell’essere”, sono anche davanti all’immagine di una loro vita non completamente messa a fuoco.
L’amore come fuga. L’amore come naturale medicina che spinge verso un’ottica più nitida sulla singola vita umana… quasi dissacrando la coppia.
E allora, cosa si fa? Che cosa fare davanti ad un grande amore finito?
Si va a cena insieme, in un ristorante al centro, per parlare dei figli.

Fortunata Grillo

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2 risposte a NESSUNO SI SALVA DA SOLO

  1. Carmelo Midolo ha detto:

    Stupenda recensione, ben articolata, quasi a portarti realisticamente a vivere la vita della coppia protagonista. Complimenti.

  2. Antonella Chellini ha detto:

    Complimenti per la recensione! Ti fa venir voglia di andare subito a vedere questo film

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