SARA’ IL MIO TIPO?

sara-il-mio-tipo-in-salaPer i parigini non esiste altra Francia che la città di Parigi. A’ tout le monde è nota “l’aria sotto il naso” dei parigini. Ma è anche vero, Parigi è sempre Parigi -oltre ad essere un detto famoso è anche il titolo di un film di Luciano Emmer che nel 1951 girò con il grande Aldo Fabrizi- e quindi è una città che si può permettere, e a cui si perdona, tutto per il suo fascino e la straordinaria capacità di essere, appunto, la Ville Lumière

Ciò che, invece, non è facile “perdonare” è il protagonista del film di Lucas Belvaux; un giovane uomo, belloccio, intellettuale, snob -essendo parigino è snob al quadrato- borghese, vanesio, dongiovanni e latore di quella specie umana che porta tanto sorprendentemente a buon fine relazioni liquide… Bauman docetE a proposito di liquidità il film si apre proprio con una carrellata su una donna in lacrime. Scena che trova quasi una cinematografica conclusione sintattica nel finale.

Clement (Loïc Corbery), questo il suo nome, oltre ad essere tutte queste cose, è anche un filosofo-insegnante ed è costretto a trasferirsi nella città di Arras –provincia a nord di Parigi- per insegnare filosofia in un liceo di ragazzi che fanno un po’ di confusione con il nome di Epicuro.

Per quanto il titolo di questo film, Sara il mio tipo? Pas son genre in francese, richiami una sorta di commedia di amorose affinità, esso non corrisponde affatto a ciò. Pur rimanendo nel genere di una leggera histoire d’amour, esso risulta intelligentemente pieno di aspetti reali che seguono un filo di innegabile e precisa analisi nell’affrontare una problematica relazionale da una coscienza diversa. Più reale, più dura, si! Ma più adulta.

Ad Arras il nostro giovane uomo conosce Jennifer (Émilie Dequenne), una ragazza-madre che lavora come parrucchiera, che ama leggere romanzi rosa, cantare in un Karaoke, usare smalti per le unghie di colori svariati e vivere. Clement trascorre una parte della settimana in provincia, l’altra metà appena può, ritorna nella sua agognata Parigi. E così, per lui, Jennifer diventa un modo per passare il tempo e per allietare l’angoscioso ma momentaneo trasferimento “forzato”. Sta di fatto che la ragazza si accorge di tutto questo e, nella sua disarmante semplicità lontana da sofisticherie intellettuali, trova delle soluzioni nel gestire un sentimento appena nato, e nell’assoluto rispetto non solo di se stessa ma anche della realtà così come si mostra.

Clement appare imbalsamato e ridicolo. Un professore di filosofia che gioca ancora con il sillabario delle emozioni e una ragazza che non capisce molto Kant ma è una maestra di vita. La filosofia si scontra con la sophia e tutto il mentale cade a pezzi. Molti registi hanno parlato di questo e molti hanno dato una risposta in base al momento storico. Nel 1963, Fellini nel film “8 ½”, fa commentare per ben tre volte alla giovanissima Cardinale le affermazioni convinte di un Mastroianni di mezza età, sull’incredulità e la vacuità dell’amore: “… perché non sa voler bene… perché non sa volere bene… perché non sa voler bene”.

La preziosità inaspettata di questo film è l’intreccio tra le parole e le immagini che creano spazio in un’ipotesi individuale d’interiorità. Efficace è la carrellata verticale che dall’alto di una libreria scende e rivela le spalle di Clement intento a leggere uno di quei libri. Una metafora visiva, per chi l’ha accolta, di come “tutto un sapere” possa trasformarsi in una spada di Damocle e “ghigliottinare” la testa del professore di filosofia rendendolo completamente distaccato e incapace di vivere le emozioni, se non di nascosto“… perché non sa voler bene”.

Fortunata GRILLO

Questa voce è stata pubblicata in cinema. Contrassegna il permalink.

3 risposte a SARA’ IL MIO TIPO?

  1. Antonella Chellini ha detto:

    Critica molto interessante

  2. Maria Torresani ha detto:

    Anche per chi insegna filosofia, e crede nella profondità delle emozioni, queste possono rivelarsi ingestibili e fonte di ansia! Ottima recensione! Terrò il film in considerazione, grazie.
    Maria Torresani

  3. keshi71valentina ha detto:

    “… perché non sa voler bene”.
    ma tu sai voler ben al cinema attraverso la parola scritta. voglio guardarlo al più presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...